Alberi
LA SQUADRA
“Noi non partecipiamo ai giochi delle sette frazioni, noi vinciamo i giochi delle 7 frazioni”
Questa è la frase caratteristica che ha accompagnato la squadra di Alberi nel corso delle varie edizioni.
Un segno distintivo importante di ogni squadra è quello di avere una mascotte che si prodiga a incitare, che è di supporto quando un compagno è in difficoltà, che mantiene relazioni con le tifoserie avversarie, una una icona di cui non si può fare a meno.
La mucca, la mascotte di Alberi, è da sempre, fin dal primo anno, un importante componente della squadra.
LA FRAZIONE
A poco più di 6 chilometri da Parma, sulla strada che prosegue per Vigatto fino ad arrivare a Panocchia, c’è Alberi, già nota ai coloni Romani grazie alla sua posizione strategica. In seguito, nel marzo del 962, l’Imperatore Ottone I concede numerose immunità alla chiesa parmense “in meridie Albari”.
Molto probabilmente, il nome Alberi deriva dal luogo dove sorgevano i primi insediamenti nel bosco dei Landi, ricco di piante di acacia.
La chiesa, piccola costruzione a croce latina a una sola navata centrale. E’ stata restaurata di recente e dietro l’Altare si può ammirare il quadro del Pescatori raffigurante il Martirio di San Lorenzo, donato nel 1853 dalla duchessa di Parma Maria Luigia. Il “fortilizio”, eretto dai Rossi, conti di Torrechiara, agli inizi del 1400 come base militare contro i Terzi che dominavano Parma. I resti sono ancor oggi chiamati “Il Torre” e confinano con il Serraglio, altra interessante costruzione medievale. Ad Alberi ci sono un ristorante e tre bar, ma non c’è una piazza.
Ad Alberi è nato il cantante lirico Michele Pertusi, basso; considerato fra i migliori interpreti contemporanei di Mozart e Rossini, ha cantato in tutti i principali teatri del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York. Francesco Broglia è un promettente atleta del nuoto nazionale; ha vent’anni e ha già vinto diverse medaglie ai campionati italiani.
Il 20 gennaio 1945 furono fucilati 5 partigiani, catturati in montagna durante le operazioni di rastrellamento dai nazifascisti. I loro corpi furono lasciati esposti sulla neve a monito, in Via Martinella dove ora sorge un piccolo cippo in loro memoria. Altro fatto (più goliardico che storico) risale a circa 25/30 anni, quando una squadra di tiro alla fune partecipava alle gare nazionali vincendo più volte il campionato italiano.
