Panocchia
Panocchia è la frazione più a sud e più lontana del Comune di Parma, da cui dista circa 14 chilometri. E’ costruita su due direttrici: la Val Parma e la Pedemontana. Le origini del suo nome non sono certe; secondo alcuni studi pare derivi dall’unione di Pan (dio delle creature naturali) e Oclos (folla, in latino).
La chiesa parrocchiale è stata costruita verso il 1700 e al suo ingresso, sulla parte destra, è raffigurato lo stemma del paese. Accanto alla chiesa c’è l’importante complesso del castello, costruito attorno al 1500 dalla famiglia Cantelli e ora monumento nazionale.
A Panocchia è nato l’agronomo Carlo Rognoni, il primo a introdurre la coltivazione del pomodoro dando vita così all’attività conserviera. Numerosi, invece, i personaggio che hanno animato la frazione nel secolo scorso: Guido Leoni (al Gucc), Pierén Motta (al Camper), Ermenegildo Musi (Magin), la Carolén (l’Ortlana) e il marito Piero, i carrettieri Bendo e Gemon, l’arbitro di calcio Paride Petrolini (al Campaner) ricordato per una frittata a Carignano inseguito dai tifosi avversari. Infine, per ultimo ma non ultimo, Giovanni Guisa (al Nen) che per primo aveva capito che gli americani avevano barato e non erano andati sulla Luna.
Nel 2004 gli alieni, probabilmente mandati dalla Fodriga (famosa astrologa vissuta nel ‘700), hanno fatto visita a Panocchia stringendo un gemellaggio.
La mascotte di Panocchia è il galletto, quell’animale fastidioso che tutte le mattine ci sveglia con il suo canto.
Il “motto” di Panocchia è: “Partecipiamo ai Giochi delle 7 Frazioni con lo spirito sportivo del se i migliori siamo noi, altrimenti speriamo di essere i più fortunati e quindi vincere lo stesso”
