Carignano
Continuando per via Via Montanara, poco dopo San Ruffino si incontra Carignano.
La frazione si sviluppa tra Via Cava e Via Montanara, dove si trovano le due contrade più antiche: le Ferrerie e Case Vecchie, cui si aggiungono il Seminario, la Bigattiera (dove vivevano numerose famiglie) e, uscendo dal paese, la Corte Bonati detta “Boarola”, ricordata sempre per la stravagante simpatia di chi vi abitava. La storia del paese inizia ufficialmente l’11 giugno 1004 quando, in antiche pergamene, viene ricordata la donazione di un mulino alla chiesa di Carignano. Più tardi, in un suo manoscritto, l’amministratore generale degli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla Moreau de Saint Mèry si dice che “Carignano è uno dei più deliziosi ed ameni villaggi del parmense…”
Due edifici caratterizzano Carignano: la chiesa, con la sua sontuosa facciata barocca risalente al 1741, fatta costruire a proprie spese dal cavaliere Giuseppe Cervi proprietario della Villa adiacente la Chiesa. L’altro è Villa Malenchini, costruita tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600; considerata una delle più belle e antiche ville del parmense, ha passato diversi proprietari fino ad arrivare a quelli di oggi, i Marchesi Malenchini.
Per Carignano parlano soprattutto i fatti contemporanei, in particolare quelli legati ai due due principali centri di aggregazione: il Circolo ARCI e il Circolo ANSPI. In passato avrebbero potuto ispirare i racconti di Guareschi, oggi organizzano diversi momenti di festa come la tortellata di S. Giovanni, le serate nel campo sportivo della Beer & Farm, i due giorni della Festa della Lasagna, il grande falò del Carnevale ed altre manifestazioni e feste tra le quali la sagra del paese alla seconda domenica di ottobre. Dulcis in fundo la mitica “mestura ed Cargnan”, famosa non per la qualità della bevanda alcolica, ma perché con questo modo di dire si intende un’accozzaglia di ingredienti che miracolosamente danno un buon risultato.
Anche Carignano ha la propria mascotte, il maiale. Una figura talmente importante che si sposa alla perfezione con il carisma della squadra, sempre in prima linea a saltare con i compagni nella vittoria e a consolarli quando le cose non sembrano andare per il verso giusto, perché si sà: del maiale non si butta mai niente.
Il motto della squadra è: “L’importante non è vincere. L’importante è… rivèr davanti a Panòcia!”
